Litigation Funding: come affrontare una causa senza anticipare i costi
Promuovere una causa per ottenere il risarcimento di un danno può richiedere un impegno economico significativo. Chi ha subito un pregiudizio di natura personale, professionale, contrattuale o commerciale può essere costretto ad anticipare spese legali, costi processuali e compensi per consulenze tecniche, senza avere la certezza dell’esito della controversia.
Il problema diventa particolarmente rilevante quando la controparte è una grande impresa, una banca, una compagnia assicurativa o una struttura sanitaria. Nelle controversie per responsabilità medica e malasanità, ad esempio, la valutazione del caso richiede spesso l’intervento di medici legali e specialisti, oltre all’esame di una documentazione clinica complessa.
Il Litigation Funding, o finanziamento del contenzioso da parte di terzi, può offrire una risposta a questa esigenza. Attraverso tale strumento, un soggetto finanziatore sostiene, nei limiti e alle condizioni stabilite dal contratto, i costi necessari per promuovere e proseguire l’azione. In caso di esito favorevole, il finanziatore riceve il compenso concordato; in caso di esito negativo, il rischio economico viene regolato secondo quanto previsto nell’accordo di finanziamento.
Quali sono i costi di una causa?
Prima di avviare un contenzioso è necessario considerare tutte le possibili voci di spesa. I costi di una causa possono essere distinti in tre categorie principali.
Spese vive e costi processuali
Comprendono il contributo unificato, le anticipazioni forfettarie, le spese di notificazione, i diritti di copia e gli altri importi necessari per accedere alla tutela giurisdizionale e compiere gli atti del processo.
Spese legali e consulenze tecniche
Rientrano in questa categoria il compenso dell’avvocato, quello del consulente tecnico di parte e le eventuali anticipazioni richieste per il consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice. Nelle controversie più complesse può essere necessario coinvolgere ulteriori professionisti, come medici specialisti, ingegneri, commercialisti o esperti assicurativi. Nelle cause di responsabilità sanitaria, in particolare, una corretta valutazione medico-legale è indispensabile per accertare la condotta contestata, il nesso causale e l’entità dei danni risarcibili.
Spese di soccombenza
La parte che perde il giudizio può essere condannata a rimborsare, in tutto o in parte, le spese sostenute dalla controparte. Anche questo rischio deve essere attentamente considerato prima di iniziare la causa e disciplinato espressamente nel contratto di finanziamento.
Cosa significa fare causa senza anticipare le spese legali?
Affrontare una controversia senza sostenere immediatamente tutti i costi può essere possibile attraverso differenti modelli di remunerazione o finanziamento. È però necessario distinguere con chiarezza le diverse soluzioni.
Il modello tradizionale
Nel modello tradizionale il cliente conferisce l’incarico al professionista e corrisponde il compenso secondo quanto previsto nel preventivo o nel contratto professionale, indipendentemente dall’esito conclusivo della causa.
Questo sistema consente di conoscere preventivamente i criteri di determinazione del compenso, ma richiede al cliente di sostenere progressivamente le spese legali e processuali.
Il compenso collegato al risultato
La normativa italiana consente di prevedere una componente del compenso professionale collegata al risultato o al vantaggio conseguito dal cliente. Non è invece consentito attribuire all’avvocato, quale compenso, una quota del bene o della ragione oggetto della controversia: il cosiddetto patto di quota lite rimane vietato dall’articolo 13 della legge professionale forense e dall’articolo 25 del Codice deontologico.
Il compenso legato al risultato non coincide, inoltre, con il Litigation Funding. Anche quando una parte del compenso dell’avvocato dipende dall’esito della causa, il cliente potrebbe essere comunque tenuto ad anticipare contributo unificato, perizie, consulenze e altre spese.
Il Litigation Funding
Nel Third Party Litigation Funding un soggetto distinto dal cliente e dal suo avvocato finanzia il contenzioso, assumendo il rischio economico secondo quanto stabilito contrattualmente.
Il finanziamento può comprendere:
- i compensi dell’avvocato;
- il contributo unificato e le altre spese vive;
- le consulenze tecniche di parte;
- le anticipazioni per la consulenza tecnica d’ufficio;
- i costi di eventuali specialisti;
- le spese necessarie durante lo svolgimento del giudizio;
- quando espressamente previsto, anche il rischio delle spese di soccombenza.
La reale estensione della copertura deve essere verificata caso per caso. Non tutti i contratti di finanziamento, infatti, comprendono automaticamente ogni voce di spesa o la condanna alle spese in favore della controparte.
Come avviare una causa senza costi iniziali
Per verificare la possibilità di iniziare una causa mediante Litigation Funding è necessario sottoporre il caso a una preventiva analisi giuridica, tecnica ed economica.
Il finanziatore deve poter valutare:
- la fondatezza della domanda;
- la documentazione disponibile;
- le probabilità di un esito favorevole;
- il presumibile valore del risarcimento;
- i costi necessari per il giudizio;
- la durata prevedibile della controversia;
- la solvibilità della controparte;
- la concreta possibilità di recuperare le somme riconosciute.
Il finanziamento non viene quindi concesso automaticamente. Il litigation funder seleziona le controversie nelle quali il rapporto tra costi, rischi e risultato atteso renda sostenibile l’investimento.
Come funziona il Litigation Funding
Il finanziamento del contenzioso si articola normalmente in diverse fasi.
In primo luogo, viene svolta una due diligence legale e tecnica. Il caso è analizzato attraverso gli atti, i contratti, la documentazione contabile, le cartelle cliniche, le perizie e ogni altro elemento utile.
Se la controversia viene ritenuta meritevole di finanziamento, il cliente e il litigation funder definiscono le condizioni dell’accordo. Il contratto deve indicare con precisione:
- quali spese saranno finanziate;
- il limite massimo dell’investimento;
- il compenso spettante al finanziatore;
- i criteri di calcolo del compenso;
- la disciplina delle spese di soccombenza;
- le conseguenze di una proposta transattiva;
- i casi di recesso o interruzione del finanziamento;
- le modalità di gestione dei conflitti di interesse;
- la tutela della riservatezza e dei dati personali.
Durante il processo, il finanziatore sostiene le spese comprese nell’accordo. La strategia difensiva e le decisioni processuali devono tuttavia rimanere affidate al cliente e al suo avvocato, senza indebite interferenze da parte dell’investitore.
Se la causa si conclude favorevolmente, il finanziatore riceve il compenso stabilito nel contratto. Tale compenso può essere determinato in misura percentuale, in misura fissa, mediante un multiplo dell’investimento o attraverso una combinazione di questi criteri.
A titolo puramente esemplificativo, se una controversia si conclude con un risarcimento di due milioni di euro e il contratto prevede a favore del finanziatore un corrispettivo pari al 10%, l’importo spettante al funder sarà di 200.000 euro, oltre alle differenti previsioni eventualmente contenute nell’accordo.
In caso di esito negativo, le conseguenze economiche dipendono dalla natura del finanziamento. Nei contratti non recourse, il capitale anticipato non viene normalmente restituito dal cliente; occorre tuttavia verificare separatamente chi debba sostenere le eventuali spese di soccombenza e quali esclusioni siano previste.
Chi può finanziare una causa?
Il litigation funder è normalmente un soggetto terzo rispetto alle parti e ai loro avvocati. Può trattarsi, ad esempio, di:
- società specializzate nel finanziamento del contenzioso;
- fondi di investimento;
- operatori finanziari;
- investitori professionali;
- altri soggetti organizzati per la valutazione e l’assunzione del rischio processuale.
Il ruolo dell’avvocato è diverso: il professionista valuta la controversia, assiste il cliente nella negoziazione del contratto di finanziamento e conduce la difesa, conservando la propria autonomia e indipendenza.
Quali sono i vantaggi del Litigation Funding?
Quando è correttamente strutturato, il finanziamento del contenzioso può offrire diversi vantaggi:
- consente di avviare la causa senza anticipare tutte le spese;
- permette di sostenere i costi di perizie e consulenze specialistiche;
- riequilibra il rapporto tra il danneggiato e controparti economicamente più forti;
- trasferisce al finanziatore una parte rilevante del rischio economico;
- consente al cliente di programmare con maggiore certezza l’esposizione finanziaria;
- rende possibile proseguire controversie fondate che, diversamente, potrebbero essere abbandonate per mancanza di risorse;
- predetermina i criteri con i quali il finanziatore sarà remunerato in caso di risultato favorevole.
Il Litigation Funding non elimina tuttavia il rischio processuale e non garantisce la vittoria. Per questa ragione l’accordo deve essere esaminato con particolare attenzione, valutando costi, percentuali, esclusioni, autonomia difensiva e disciplina delle eventuali proposte transattive.
Quali cause possono essere finanziate?
Il finanziamento può essere preso in considerazione soprattutto per controversie di valore economico significativo e fondate su una documentazione sufficientemente solida.
Tra gli ambiti nei quali può trovare applicazione rientrano:
- responsabilità sanitaria e malasanità;
- danni gravi alla persona;
- responsabilità professionale;
- controversie assicurative;
- responsabilità da prodotto difettoso;
- contenzioso societario e commerciale;
- inadempimenti contrattuali;
- azioni risarcitorie nei confronti di imprese, banche o intermediari;
- controversie collettive o riguardanti una pluralità di danneggiati.
Particolarmente delicata è la valutazione delle cause di responsabilità medica. In questi casi occorre esaminare non soltanto l’errore sanitario, ma anche il nesso causale, le condizioni pregresse del paziente, il danno biologico, il danno morale, le perdite patrimoniali, le necessità assistenziali future e gli eventuali danni subiti dai familiari.
La valutazione dello Studio Legale Serpetti di Querciara
Lo Studio Legale Serpetti di Querciara esamina la documentazione e gli aspetti giuridici, tecnici, medico-legali e assicurativi della controversia, allo scopo di verificare la fondatezza della domanda e la concreta sostenibilità dell’azione.
L’esperienza maturata nel campo della responsabilità civile, della responsabilità professionale, della responsabilità sanitaria e del diritto assicurativo consente allo Studio di affrontare anche controversie complesse, nelle quali è necessario coordinare competenze legali e specialistiche.
Quando ne ricorrono le condizioni, lo Studio può assistere il cliente nella valutazione di un’operazione di Litigation Funding, nell’esame delle condizioni proposte dal finanziatore e nella definizione dei rapporti tra cliente, avvocato, consulenti e soggetto finanziatore.
Vuoi sapere se il tuo caso può accedere al Litigation Funding?
Ogni controversia richiede una valutazione specifica. La possibilità di ottenere un finanziamento dipende dalla solidità della domanda, dalla documentazione disponibile, dal valore economico del risarcimento, dai costi previsti e dalle concrete prospettive di recupero.
Contatta lo Studio Legale Serpetti di Querciara per richiedere una valutazione preliminare del caso e verificare se sussistano le condizioni per intraprendere l’azione anche attraverso il finanziamento del contenzioso.
