La professione sanitaria può essere svolta in modalità differenti:
- Medico dipendente di struttura ospedaliera
- Medico libero professionista (o richiesta legata a sua attività da libero professionista)
- Medico di famiglia
- Specializzando
Vediamo nel dettaglio come cambia la gestione della richiesta di risarcimento per colpa medica.
Medico dipendente di una struttura ospedaliera
Il paziente potrebbe richiedere il risarcimento direttamente al medico oppure alla struttura sanitaria presso cui il medico opera.
Nel primo caso quindi il medico ha necessità di comunicare immediatamente il fatto alla direzione della struttura attraverso una comunicazione formale del proprio legale a tutela dei suoi diritti.
Nel secondo caso è la struttura sanitaria stessa a risponde del danno nei confronti del paziente, ma il medico deve comunque lavorare con il proprio legale poiché potrebbe subire una rivalsa della struttura in caso di accertamento e risarcimento del danno astrattamente imputabile a colpa grave.
Le polizze assicurative stipulate dal medico ricoprono un ruolo assolutamente fondamentale per comprendere la copertura economica in caso di richiesta risarcimento. Se vuoi saperne di più sulla questione assicurativa nella professione medica vai al paragrafo dedicato.
Medico libero professionista (o richiesta legata a sua attività da libero professionista)
In questo caso la situazione del medico è assimilabile alla prima casistica analizzata per il medico dipendente, con la variante che è tenuto ad informare la direzione sanitaria solamente se l’evento contestato si è verificato nei locali della struttura, pubblica o privata
Medico di famiglia
Il medico di medicina generale (MMG), o di famiglia, è di fatto un libero professionista che ha sottoscritto un contratto con il Servizio Sanitario Nazionale ed è una figura centrale per il paziente:
- E’ responsabile dell’assistenza
- E’ responsabile dell’erogazione di tutte le cure integrate e continuative di cui quest’ultimo ha bisogno
- Valuta esigenze e cure tenendo sempre in considerazione il contesto familiare e culturale in cui il paziente vive.
Come ogni professionista, è tenuto alla massima diligenza, tuttavia la conoscenza approfondita del paziente genera un ulteriore obbligazione a suo carico, in quanto in grado di riconoscere tempestivamente segni clinici o particolari situazioni personali del paziente (ad esempio: tossicodipendenza, alcolismo, tabagismo, patologie psichiatriche, disturbi alimentari, malattie croniche, ereditarie, abitudini pericolose per la salute, etc…) così da indirizzare il paziente verso gli approfondimenti clinici o diagnostici più appropriati.
Proprio a causa di questo rapporto di vicinanza, il medico di famiglia è una figura che spesso viene chiamata in causa in prima persona per colpa medica, per questo motivo deve avvalersi di un avvocato di fiducia che possa prontamente replicare alle contestazioni mosse dal paziente o dai suoi familiari.
Specializzando
Per la legge, a tutti gli effetti, è responsabile degli eventi dannosi subiti dal paziente sottoposto alle sue cure, anche quale appartenente ad un’équipe (vedi paragrafo specifico su responsabilità medica d’Equipe).
Equipe
All’interno dell’équipe medica, si individuano due criteri di ripartizione della responsabilità
- criterio orizzontale: fondato sulla “diversificazione delle competenze”, in base all’area di specializzazione di ciascun componente
- un criterio verticale: fondato sulla necessità di un “coordinamento unitario dell’attività del gruppo” riferibile alla necessaria figura del capo dell’équipe.
Il lavoro d’équipe si fonda sulla cooperazione fra più sanitari che intervengono – simultaneamente ovvero anche in tempi diversi – all’interno di un unico percorso diagnostico o terapeutico, perseguendo l’obiettivo comune della salute e della salvaguardia del paziente che vi sia sottoposto. E’ evidente come la condotta del singolo medico sia funzionalmente connessa a quella del resto dell’équipe.
Le attività dell’équipe possono svolgersi in modo
- sincrono, nel qual caso i sanitari operino congiuntamente e contemporaneamente (stesso luogo e stesso tempo)
- diacronico, in tutti i casi in cui i sanitari operino in tempi differenti succedendosi nelle attività
In entrambe le situazioni la legislatura prevede che ciascun medico operante del gruppo sia responsabile per l’errore proprio ma possa essere chiamato a rispondere assieme al collega qualora le circostanze fossero tali da far presagire/prevedere che abbia violato o stia violando una regola cautelare. Quanto indicato risulta valido anche in caso di rapporti sanitari di tipo gerarchico.
In definitiva, in caso di esito negativo della diagnosi/terapia e/o intervento chirurgico svolto in équipe, l’attribuzione di responsabilità in capo a ciascun componente può derivare non solo dalla violazione delle leges artis relative al “proprio” ambito di competenza e specializzazione, ma anche dalla mancata osservanza di un più ampio “obbligo di vigilanza e controllo” sull’operato degli altri membri.
L’importanza delle polizze assicurative nelle professioni mediche
In tutte le casistiche sopra descritte è indispensabile che il medico si affidi al legale per la valutazione della propria polizza assicurativa, al fine di avere una risposta preliminare alla domanda “con quali soldi avverrà il risarcimento?”.
I medici dipendenti di strutture sanitarie, ad esempio, hanno una copertura assicurativa per la responsabilità civile fornita dal datore di lavoro in forza del CCNL. Spesso però questa non basta perché non prevede quasi mai il risarcimento in caso di danni da colpa grave e, in caso di rivalsa della struttura sanitaria è fondamentale possedere una adeguata copertura assicurativa
E’ quindi indispensabile per il professionista in ambito sanitario possedere:
- Una RC professionale in grado di tutelare il suo patrimonio da richieste di risarcimento danni relative alla propria attività professionale come previsto dalla legge ma anche, in base ai casi, per danni subiti o causati da collaboratori o dipendenti, subiti da clienti, in sala d’aspetto o nello studio.
- Una RC per colpa grave per tutelare il suo patrimonio in caso di rivalsa della Struttura sanitaria.
In caso di richiesta di risarcimento, il medico deve sottoporre al legale, immediatamente interpellato, le polizze assicurative per la responsabilità civile professionale sottoscritte (preferibilmente quella riferibile all’anno del sinistro e quella relativa all’annualità in corso) oltre alla documentazione clinica afferente al caso e una breve relazione sull’accaduto.
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Lo Studio Legale Avvocato Serpetti sito in Milano è specializzato nella difesa dei medici accusati di malasanità o che abbiamo ricevuto una richiesta di risarcimento per colpa medica.
Nel lungo periodo di attività ha stretto legami con medici di varie specializzazioni che potranno visionare la documentazione fornita al fine di valutare la legittimità della richiesta e supportare il medico nel percorso seguente, partendo dalla comunicazione alla struttura Sanitaria dell’avvenuta richiesta e verso il richiedente.
Se sei un medico e hai già ricevuto una richiesta di risarcimento o sospetti che possa venirti recapitata tale richiesta, non aspettare che la situazione evolva, ma rivolgiti immediatamente allo Studio Legale Avvocato Serpetti per una valutazione preliminare gratuita della documentazione (medica e assicurativa) e verificare la tutela del tuo patrimonio in caso di esito infausto.
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